U STEGG!

Stage itinerante di danza e strumenti dell’Aspromonte Meridionale

rotaU stegg è contatto diretto con il mondo coreutico e musicale di origine pastorale e contadino del territorio. Non ci sono palchiné amplificazioni, bensì feste a ballu nei vicoli e nelle case all’usu anticu. La didattica è affidata ai consueti canali orali del guardare e ripetere assieme a maestri suonatori e danzatori del luogo. Non vi è nessuna intenzione di natura archeologica o nostalgica, bensì il modesto obiettivo di mantenere una dimensione umana e diretta della festa, come la gente del territorio l’ha vissuta da sempre. L’esperienza legata a U Stegg è fortemente radicata sul territorio è interamente autofinanziata e la prima edizione risale alla fine degli anni ’80.
Il nome usato per identificare U stegg fino al 2001 era Danza Tradizionale in Calabria. In seguito diviene per tutti U Stegg (una versione ironico-dialettale de Lo Stage).
U Stegg è un laboratorio, un crocevia, un incontro ininterrotto fra visioni e modi diversi del mondo folclorico che però vivevano, e vivono, il bisogno del confronto. Sono determinanti i personaggi ed i luoghi: l’Aspromonte, un’area che va da Mosòrrofa a Cardeto e nella quale la cultura etnocoreutica ed etnomusicale è tuttora forte nonostante la scomparsa del mondo contadino. U Stegg si svolge a Cataforìo ponendo nel tempo e con la sua presenza una serie di problemi sulla stessa dignità della cultura popolare, sulla memoria storica in Aspromonte.

La forza di U Stegg è quella di proporre un approccio didattico a più livelli. Accanto all’insegnante di danza o di strumento, sono sempre presenti maestri della tradizione. Ciò consente in un periodo, tutto sommato molto breve, di mettere in atto una comunicazione elevata fra i tre elementi in gioco: il musicista e/o danzatore tradizionale, l’insegnante/medium, l’apprendista. Un secondo dato è che si salta l’ambito specialistico della ricerca sul campo. Essa non è demandata ad uno esperto esclusivo ma diviene un laboratorio nel quale il testimone della tradizione, l’insegnante (sostanzialmente un suo “allievo qualificato” che si propone come medium didattico) ed i discipuli costituiscono un gruppo di contatto diretto. In questo quadro U Stegg con i suoi corsi di ballo e strumento (zampogna, lira, organetto, tamburello e chitarra battente) rappresenta un’esperienza che dura ormai da numerosi anni. Il contenitore temporale ha consentito di affinare modi, forme e contenuti di un linguaggio didattico.

In Aspromonte si dice: Cu sapi sapi ppe iddu e sapi puru ppe l’atri (Chi sa sa per se stesso e sa anche per gli altri). E’ la cultura popolare stessa ad indicare che il sapere non va “detenuto”sterilmente ma è oggetto di trasmissione.

 

Foto: alessandro mallamaci/servizifotografici.net

 

Condividi

Commenti